ZINGARETTI E IL VALORE DEL SILENZIO MA PESA PIU’ DI MILLE PAROLE
ago 09, 2012 | Commenti 0
Di Giuseppina Cavallo – A volte le parole non servono è vero, ma a volte si. Anzi sono necessarie. Come quando fai il presidente di un ente importante come la provincia di Roma e lo stesso ente, un tuo assessore, vengono tirati in ballo in un’inchiesta che parla di cattiva gestione di un servizio pubblico essenziale per i disabili, quello del trasporto.
Le anticipazioni sulla vicenda di “Amico bus” finita all’attenzione della magistratura, fatte dal giornalista Fabio Carosi di Affaritaliani hanno suscitato polemiche, critiche, subbuglio nella politica romana. Ma Zingaretti, come ormai fa sempre, tace. Ha taciuto quando è scoppiato lo scandalo dell’acquisto della nuova sede, lo ha fatto anche quando Donna Assunta ha detto di appoggiarlo e si vociferava di una promessa di strada intitolata ad Almirante, lo fa anche oggi ma la questione è ben diversa. Il presidente non può evitare di dire ai romani, soprattutto ai disabili quale sia il suo pensiero riguardo alla vicenda Amico bus e, alla luce delle ultime rivelazioni di Affaritaliani, non può evitare di dire che senso ha quel bando sui “bus fai da te”. Come pensa il candidato del centrosinistra alle prossime primarie di fare la sua campagna elettorale se sembra aver perso il dono della parola?
Nell’epoca della sfiducia dei cittadini nei confronti della politica non è certo questo che serve. E intanto il suo atteggiamento paradossale è già diventato barzelletta su twitter dove si moltiplicano i post recitanti “Zingaretti dove sei”!
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