TORNIAMO SULLA TERRA. QUALCHE RIFLESSIONE TRA UNA NEVICATA E L’ALTRA….

Di Luigi Di Gregorio – In attesa quasi messianica della seconda ondata nevosa, qualche riflessione – credo di buon senso – su quanto accaduto dopo la prima e ormai celebre nevicata del fine settimana scorso.

Partiamo dalla fine. Puntata di Matrix dell’8 febbraio. Il geologo Mario Tozzi chiede con sdegno al vicesindaco Sveva Belviso perché via Gregorio VII sia ancora inagibile affermando con grande trasporto che tutto ciò, a 4 giorni dal sabato imbiancato, sia qualcosa di scandaloso. Pochi minuti dopo va in onda un servizio su Torino e si scopre che nella città della Mole alcune stazioni della metro sono chiuse da 10 giorni e che la città è ricoperta di ghiaccio da diversi giorni. Il Presidente della Regione Piemonte, peraltro politicamente non affine al Sindaco di Torino, commenta dicendo che “nelle grandi città è normale che avvengano questi disguidi”.

Ora, premesso che Torino è grande quanto l’VIII Municipio di Roma, che è collocata sotto le alpi e dunque è assolutamente abituata alla neve – ha anche ospitato le Olimpiadi invernali – e che è notoriamente portata ad esempio come un’amministrazione efficace ed efficiente. Tutto ciò premesso, qualcuno mi vuole spiegare, di grazia, perché lo “scandalo” è via Gregorio VII a Roma?

C’è chi sostiene che il Sindaco di Roma abbia calamitato tutte le attenzioni con la sua esposizione televisiva e con le sue polemiche con la protezione civile, dapprima per le previsioni inesatte, in seguito per le gravi carenze operative della protezione civile stessa, peraltro riconosciute – dopo una prima difesa d’ufficio – dal Prefetto Gabrielli. Può darsi che ci sia stato anche questo effetto “magnetico” di attenzione. Ma andiamo ai fatti.

I fatti ci dicono che i problemi più gravi a Roma sono insorti durante la giornata di venerdì, giornata durante la quale – stando alle famigerate previsioni del tempo – non sarebbe dovuto nevicare, bensì piovere. Ora, nessuno ha rimarcato la differenza che passa, a Roma, tra venerdì e sabato. Roma, dal lunedì al venerdì, tra residenti, pendolari e turisti arriva a circa 4 milioni di persone. Diverse centinaia di migliaia di pendolari, ogni “maledetto venerdì” intasano le vie consolari, il GRA e la tangenziale a partire da metà pomeriggio anche nelle giornate col cielo terso. Se su questo scenario “quotidiano” si aggiunge la neve e il ghiaccio, cosa succede?

Lo abbiamo visto, e alcuni di noi anche vissuto… E permettetemi, una volta che la città diventa un ammasso di veicoli fermi, c’è ben poco da fare anche per i mezzi di soccorso e di emergenza. Potevano il Sindaco chiudere le scuole e il Prefetto chiudere gli uffici pubblici con una previsione di qualche millimetro di pioggia? Sarebbe stato ridicolo. E infatti c’è anche chi ha dato del catastrofista al Sindaco per aver sospeso le attività didattiche quella mattina. Poi la catastrofe, non annunciata, arriva e scatta il delirio. Il Sindaco emana un’ordinanza che a Milano è in vigore dal 1996 e che viene adottata da altri 100 comuni richiamando alle proprie responsabilità gli amministratori di condominio e i proprietari degli stabili e viene criticato (solo lui). Poi chiede in video se ci sono cittadini che vogliono dare una mano ai volontari per liberare la città dal ghiaccio e Repubblica.it titola in home page nazionale, “Alemanno ai cittadini: Ora spalate”. Non vado oltre sulla follia collettiva “a caldo”.

A delirio del venerdì terminato, è partito quello post-nevicata. Quello per cui via Gregorio VII sarebbe ancora “scandalosamente” inagibile. Tra quotidiani e televisioni è un proliferare di city manager e di disaster manager provetti che parlano e straparlano dell’Amministrazione capitolina. Anche in questo caso, mi limiterò a dare qualche cifra. A Roma ci sono state nevicate come quella di venerdì-sabato scorsi 3 volte negli ultimi 56 anni. La superficie amministrata dall’ente di Roma Capitale è pari alla somma delle superfici amministrate dai comuni di Milano, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Catania. La rete stradale di Roma è pari a circa 5000km, vale a dire quanto un’autostrada che va da Roma alla Groenlandia. Se qualcuno pretende che Roma abbia un “piano neve” per cui in 48 ore tutte le strade, le piazze e i marciapiedi siano privi di ghiaccio, che tutti gli alberi siano messi in sicurezza, che tutte le buche siano “rattoppate” e che tutti gli autobus siano dotati di catene può lasciarmi la sua mail così, fatti due conti, gli mando un preventivo. P.S. sarà un preventivo a nove zeri…poi non prendetevela con il Sindaco spendaccione perché a Roma non nevica mai…

 

Condividi questo post su:
  • Twitter
  • Facebook
  • email
  • Google Bookmarks

Altri articoli:

Categoria: Editoriale

Tags:

RSSComments (0)

Trackback URL

I commenti sono chiusi.