TOR DE’CENCI, IL SINDACO ALEMANNO: IL PIANO NOMADI ANDRA’ AVANTI
ago 28, 2012 | Commenti 0
Dopo la sospensione dell’ordinanza per lo sgombero del campo Nomadi di Tor de’Cenci, da parte del Tar del Lazio e basata sulla richiesta dell’Asl, il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno è intervenuto sulla vicenda attraverso un post sul suo blog. “Si tratta di una sospensione puramente tecnica che rinvia ad una decisione collegiale che sarà presa il 26 settembre prossimo – scrive il primo cittadino capitolino -. In attesa di questa scadenza, considerato l’allarme igienico sanitario lanciato dalla ASL, abbiamo chiesto alla Croce Rossa Italiana e alla Polizia Locale di Roma Capitale di presidiare il campo per evitare situazioni di pericolo per le persone e il ritorno di molti dei nomadi che avevano spontaneamente accolto il nostro invito ad abbandonare il campo”.
“Questo è il quarto attacco per via giudiziaria che viene mosso contro il nostro Piano Nomadi cominciato nel 2009” spiega Alemanno.
“Il primo attacco è stato il ricorso al Tar relativo alla costruzione del campo della Barbuta fatto dal Comune di Ciampino, ricorso che ha bloccato la costruzione di questo campo per circa due anni. Alla fine, il Tar ha riconosciuto l’infondatezza di questo ricorso e ha permesso di completare la costruzione di tale campo”.
“Il secondo attacco è stata la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto del Consiglio dei Ministri che nominava il Prefetto di Roma commissario straordinario per l’emergenza nomadi nel Lazio. Dopo questa sentenza il Prefetto di Roma ha dovuto passare le consegne a Roma Capitale per continuare l’attuazione del Piano Nomadi”.
“Il terzo attacco è la recente ordinanza di un giudice civile che ha ritenuto “discriminatorio” il fatto che i nomadi vengano collocati all’interno dei campi (in particolare quello della Barbuta), sottendendo che i nomadi debbano essere inseriti nell’emergenza abitativa scavalcando le graduatorie che vedono tantissimi cittadini italiani in attesa da molti anni. Contro questa ordinanza abbiamo presentato istanza alla Corte d’Appello di Roma e siamo in attesa di una ulteriore decisione”.
“Infine quello che è accaduto oggi”.
“Questi attacchi di carattere giudiziario s’inseriscono in una strategia complessiva per impedire l’attuazione del Piano Nomadi, che in tre anni ha permesso la chiusura di 7 campi tollerati (tra cui quello di Casilino 900, della Martora e di Baiardo) e lo sgombero di più di 400 accampamenti abusivi – continua il Sindaco -. L’obiettivo di chi conduce questi attacchi sembra essere quello di rimanere nell’immobilismo assoluto o addirittura di tornare alla situazione di tre anni fa, quando erano aperti campi indegni come Casilino 900 o La Martora. Alcune associazioni sembrano ignorare che all’interno dei campi non autorizzati risiedono , a fianco di tante famiglie che hanno realmente bisogno di assistenza, molti nomadi che praticano l’illegalità o vere e proprie forme di criminalità organizzata. Pur di non intervenire con gli sgomberi, l’assegnazione in campi regolari e l’espulsione delle persone pericolose, si preferisce far vivere la popolazione nomade in una condizione di degrado, di illegalità e di precarie condizioni igienico sanitarie”.
“Questo – conclude - non è l’interesse della maggioranza dei cittadini romani, né la volontà della nostra amministrazione. Dopo decine di anni in cui il problema degli accampamenti abusivi è stato ignorato, scambiando la solidarietà con un buonismo che finisce per agevolare soltanto le persone più pericolose, Roma Capitale vuole completare un Piano Nomadi in cui integrazione e sicurezza trovino il giusto equilibrio“.

















