TBC AL GEMELLI: I CASI SONO 11. POLVERINI: DA OGGI 150 TEST AL GIORNO
ago 24, 2011 | Commenti 0
Ci sono altri otto bambini, nati al policlinico Gemelli di Roma, risultati positivi al test della tubercolosi. Lo fa sapere la Regione Lazio spiegando che “nella giornata di oggi, sono emersi 8 esami positivi, corrispondenti a 6 neonati nel mese di luglio e 2 nel mese di marzo, le famiglie dei quali sono state avvisate”. In totale salgono così a undici i piccoli contagiati e apre anche scenari inquietanti sul periodo dell’esposizione al batterio.
“I due bambini risultati positivi al test stanno bene”, aveva detto in mattinata il direttore dell’Uoc di Neonatologia del Policlinico Gemelli di Roma Costantino Romagnoli, in merito agli altri due casi di contagio scoperti ieri. Il medico, nel corso della conferenza stampa convocata in Regione dalla governatrice Renata Polverini, sulla vicenda dell’infermiera del policlinico Gemelli affetta da Tbc, ha spiegato che i due bimbi romani sono “in buone condizioni” e “il referto delle radiografie toraciche è negativo”.
“I bimbi non sono ammalati – ha sottolineato Romagnoli – ma sono risultati ‘latenti’”, e potrebbero sviluppare la malattia solo se “non dovessero essere sottoposti da subito a una profilassi, come invece avverrà. Un bambino positivo alla Tbc – ha specificato il medico – non è contagioso, non è ammalato.
E’ impossibile per il momento fare una previsione su quanti saranno, al termine dei controlli, i bambini positivi ai test”.
I bambini da sottoporre ai controlli sono 1.271. I due risultati finora positivi sono entrambi nati a luglio, e il totale dei nati al gemelli in questo mese è 169. Di questi, 40 hanno già ottenuto i risultati dei test. “Il campione è troppo ridotto – ha spiegato Alberto Villani, direttore Uoc pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù – è impossibile fare una previsione”. Dello stesso avviso anche Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo-Forlanini, che informa come “in italia i casi di Tbc sono circa 5 mila all’anno, al momento non si può prevedere il numero finale di questi bimbi che risulteranno positivi”.
Il Presidente della Regione Polverini: “150 test al giorno”. Il presidente Polverini, invece, ha annunciato di aver chiesto “di integrare il lavoro del Gemelli con quello di altre due strutture, cioè il Bambino Gesù e il San Camillo”, per visitare “150 bambini al giorno, 50 per struttura”, in modo che “entro il 31 agosto tutti i neonati saranno sottoposti al test. I piccoli che saranno positivi, ci auguriamo pochissimi o nessuno, saranno presi in carico dal Gemelli e successivamente dal Bambino Gesù”. “Tutti i genitori saranno contattati – ha aggiunto la governatrice – con telefonate e lettere della Asl che partiranno oggi stesso”.
La Polverini ha anche precisato che “ad oggi i bambini contagiati sono due e non tre, come per semplificazione è stato detto. Questo perché non è provato che la malattia contratta dalla bambina di cinque mesi, ricoverata al Bambino Gesù, abbia la stessa origine di quella dell’infermiera”. Un punto, questo, su cui gli inquirenti vogliono fare chiarezza, anche se la scoperta dei due nuovi casi di contagio a marzo sembrano lasciare poco spazio a dubbi. I magistrati di piazzale Clodio hanno incaricato i carabinieri del Nas di acquisire tutte le cartelle cliniche e i turni presenze del personale medico nel Policlinico.
“I due bambini di ieri sono nati nel mese di luglio – ha aggiunto ancora la Polverini – e questo ci fa immaginare che sia il mese più complesso, ma tutti i bambini nati da marzo a luglio saranno sottoposti ai test”.
“Tutto è sotto controllo – ha sottolineato il governatore – non c’è allarme, ma solo una giusta preoccupazione. La Regione si è mossa con tempestività. Siamo un Paese che non immagina che ogni anno ci sono ancora migliaia di casi di tubercolosi solo in Italia. In questo caso c’è stato più effetto perché tutto è accaduto in un reparto dove ci sono bambini appena nati, soprattutto è la prima volta che in Italia ci sono 1271 possibili persone contagiate. Questa è la vera novità che ha fatto emergere la necessità di mettere in campo una unità di coordinamento e dare una risposta complessiva”.
“Da ieri sono in contatto con il ministro della Salute Ferruccio Fazio – ha concluso – L’ho sentito anche questa mattina. Il ministro invierà oggi, alle strutture sanitarie competenti, una circolare esplicativa per esprimere il proprio sostegno al nostro lavoro”.
Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità ha invece sottolineato l’importanza della prevenzione per evitare il contagio tra operatori sanitari e pazienti. Sul caso dell’infermiera ammalata di tubercolosi, Rezza non ha fatto allarmismi: “Nonostante i controlli regolari, gli operatori sanitari possono comunque sviluppare malattie”. Ma occorre più attenzione. “Non è un caso che si insiste con la prevenzione, per esempio, invitando chi lavora in ambiti sanitari a farsi il vaccino anti influenzale”. La diagnosi precoce, dunque, “è fondamentale e appena compaiono i primi sintomi di una malattia infettiva occorre autosospendersi”.
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