TAR E QUOTE ROSA: STRATAGEMMI DI UN’OPPOSIZIONE SENZA IDEE
lug 21, 2011 | Commenti 0
di O. Keo – Alemanno ha varato la nuova giunta Capitolina. La terza, per la precisione. La prima è stata messa al tappeto dallo scandalo parentopoli, di cui per altro il Sindaco stesso era ignaro. Agì adottando la più drastica delle soluzioni: fare un immediato repulisti. La seconda l’hanno fatta fuori il Tar e i furbetti del quartierino, che per inciso hanno armato la pistola rovente della giustizia politica quando neanche c’è n’era bisogno. Accontentati. Così siamo arrivati al terzo capitolo.
Le quote rosa – è bene dirlo – in questo discorso non c’entrano una beata mazza. Non hanno alcun senso e sono prive di qualsiasi valore. Lo dico per tutte quelle femministe che credono all’atto di fede della santa giustizia italiana. Le quote rosa sono state un pretesto. Non c’è stato un solo romano ad aver mosso un dito in tal senso. E’ servito un pretesto per attaccare una politica solida e difficilmente attaccabile. Bravi. Del resto, avete per caso visto qualcuno manifestare contro il centrosinistra, reo di aver portato nel consiglio capitolino, solo una donna? Le donne del Pd – in quel di Roma – contano solo quando cambia il vento e solo se hanno due belle gambe (vedi manifesto della discordia).
Solo che si preannuncia un nuovo ricorso al Tar.
Vi dico la mia. La politica fatta di ricorsi e carte bollate, non è la mia politica e, se posso, credo non sia neppure la vostra. La questione delle quote rosa, l’abbiamo detto, è soltanto una panzana creata per quattro polli che ancora credono alle favole della buona notte. Posto questo, non mi resta che far caso a ciò che questo gran trambusto è riuscito a non mettere in evidenza: ossia che da un lato c’è un Comune che lavora, mentre dall’altro ci sono quattro domatori di giudici e giornalisti, che fanno i politici d’agosto. Quelli che se la raccontano durante lo struscio in spiaggia.
Vi domando: quali sono i contenuti di questa opposizione? Quali le proposte? Quali le controproposte? Se non c’arrivate andate pure a letto sereni. Non le conoscono neppure i diretti interessati. Il senso dell’opposizione si rifà alle carte bollate. Poi basta. Fanno polemica, magari a volte hanno avuto pure ragione. Suvvia, nessuno è così scemo da negarlo. Il punto però è che questo modo d’intendere l’opposizione, vale quanto il Cavaliere che cercò di far cadere il governo Prodi, non più tardi di qualche annetto fa, facendo lavorare due amichette di altrettanti senatori del centrosinistra. Sono passate un po’ di lune, ma la memoria è ancora buona. In questo caso, non c’è nulla di diverso. Non parliamo di due signorine in cerca di fissa occupazione, ma sempre le donne – per giunta mai per qualcosa di sensato – vengono tirate in ballo. Tanto fu criticato Berlusconi, che il centrosinistra ha capito che il metodo andava imitato. Il Cavaliere non viene più considerato un nemico, quanto un’avanguardista. Così il centrosinistra si prepara alle sfida del 2013. Creando un’alternativa fatta di balle.
Il futuro non è facile da prevedere. Ma se v’interessa, troverete su alcune delle testate che oggi vanno per la maggiore, cassandre, chiromanti e indovini. Tutta gente che ha la vista lunga. Tutta gente che mentre Roma sprofondava nel baratro, (dopo un assalto alla diligenza che le ha prosciugato le case 13 miliardi di euro di debito) non si era accorta di niente.
Beato chi ci crede.
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