TAGLI AI MUNICIPI, LETTERA AL GOVERNO DEI PRESIDENTI E DEL SINDACO ALEMANNO
dic 08, 2011 | Commenti 0
Il sindaco Gianni Alemanno ha incontrato i presidenti dei 19 municipi di Roma per discutere dei tagli ai compensi prospettati dalla nuova manovra Monti. Nel corso dell’incontro il primo cittadino e gli amministratori locali hanno scritto una lettera che sarà presentata al Governo con una serie di richieste.
Di seguito il testo integrale della missiva a firma di Gianni Alemanno e dei 19 presidenti dei Municipi romani indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Bilancio e Affari Costituzionali e ai Capigruppo Parlamentari:
“I diciannove Municipi di Roma Capitale rappresentano il primo ente di prossimità al quale i romani si riferiscono, svolgendo una irrinunciabile attività di sussidiarietà e di partecipazione alla vita politico-amministrativa della Capitale d’Italia. Gli amministratori degli enti territoriali, eletti direttamente dai cittadini, hanno assunto l’onore e l’onere della gestione della cosa pubblica, nell’ambito di deleghe e funzioni di competenza di Roma Capitale, in particolare su servizi sociali, scuola, manutenzione urbana e servizi anagrafici. Noi riteniamo che la scelta di trasformare in carica onorifica il ruolo di amministratori territoriali, che rappresentano mediamente centocinquantamila abitanti, sia un errore. Infatti, in questo modo si mettono seriamente a rischio la natura e il senso stesso di queste importanti istituzioni della democrazia locale
In questi dieci anni di vita, i Municipi romani hanno svolto una funzione preziosa nei territori e nel rapporto con la cittadinanza, contribuendo in maniera determinante a far funzionare l’amministrazione comunale – continua la missiva – Pur con numerosi limiti nella disponibilità delle risorse e nella capacità d’intervento, sono riusciti a gestire opere e progetti, a corrispondere esigenze e bisogni crescenti, a garantire diritti sociali e civili. Con le loro porte sempre aperte, rappresentano il primo livello dello Stato. Con la loro attività, hanno ridotto la distanza tra i cittadini e le istituzioni, spesso attraverso forme di partecipazione attiva. Insomma, sono un vero e proprio caposaldo di democrazia politica
E’ pertanto facile prevedere che il grande progetto di riforma per Roma Capitale, se la norma contenuta nel decreto non fosse modificata, perderà a questo punto uno dei suoi elementi più significativi. Certi che il Governo ed i parlamentari sapranno considerare e valutare le questioni che sinteticamente abbiamo rappresentato, chiediamo di rivedere il contenuto del comma 22 art. 23 del decreto legge 201/2001 in discussione presso le commissioni competenti, riaffermando l’irrinunciabilità di questi enti di prossimità”.
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