SPENDING REVIEW? NESSUN VERO RISPARMIO, SOLO GUAI PER I COMUNI

Di Paola Ambrosino – Sono migliaia i sindaci che si sono riuniti oggi, dalle 11.00, a Palazzo Madama per protestare contro i “tagli lineari” previsti dalla spending review del governo di Mario Monti. Alla mobilitazione dei primi cittadini si sono uniti anche amministratori delle zone terremotate e personale dei piccoli tribunali, interessati a mettere sul tavolo anche il tema della giustizia.

La protesta era stata annunciata alcuni giorni fa da Graziano Delrio, presidente dell’Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani). “Il decreto sulla revisione della spesa – aveva spiegato – così come impostato dal governo nella parte dei tagli alla spesa pubblica, non è accettabile. Per questo protesteremo davanti Palazzo Madama, il prossimo 24 luglio”.

La mobilitazione mira dunque a sensibilizzare i parlamentari nei confronti dei veri sprechi, contro quei tagli lineari che si aggiungerebbero ai 22 miliardi di contributi già chiesti ai comuni nei precedenti quattro anni, e che farebbe schizzare al 23% i tagli sulla complessiva spesa corrente sul comparto.

La protesta di oggi non è dunque un “no” netto ai tagli. Si tratta piuttosto di un tentativo per riaprire le trattative (in realtà mai aperte) per eliminare le spese davvero superflue della pubblica amministrazione e evitare che i Comuni del Paese si trovino a dover ulteriormente abbattere i servizi, innalzare le imposte e scivolare inevitabilmente verso il disastro finanziario. Fra qualche mese infatti, ogni giunta è chiamata a chiudere definitivamente i Bilanci e l’ennesima decurtazione di voci importanti sarebbe devastante.

Fra i settori maggiormente a rischio, oltre alla sanità, anche l’istruzione. Solo ieri, infatti, l’Upi (Unione province italiane) lanciava l’allarme su una probabile mancata riapertura delle scuole a settembre.

In piazza tra gli altri anche il primo cittadino della Capitale: “Se non viene modificata la norma – ha detto Gianni Alemanno – c’è il rischio che tutto si scarichi sulla qualità dei servizi ai cittadini e non sui tagli agli sprechi. Lo Stato ci deve aiutare a mirare l’intervento ed evitare di fare tagli lineari, così com’è la manovra rischia di comprimere l’autonomia costituzionalmente garantita dei Comuni”.

I tagli, indubbiamente, sono necessari. Ma bisogna mirare a colpire gli sprechi reali delle pubbliche amministrazione e soprattutto a proteggere settori di vitale importanza quali sanità e istruzione. Con la crisi economica e l’aumento della disoccupazione, è impensabile “spingere” i cittadini  verso l’assistenza sanitaria, così come è impensabile minare la formazione delle nuove generazioni. La scuola è fondamentale per istruire ma anche per sviluppare coscienza sociale e buon senso, un campo quindi sui quali non si può risparmiare.

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