SIRIA, IL REGIME NEGA IL MASSACRO A HULA. LUNEDI’ KOFI ANNAN NEL PAESE

Il regime siriano ha negato qualunque responsabilità per il massacro a Hula, avvenuto venerdì 25 maggio, in cui sono state uccise circa cento persone, tra le quali 32 bambini. “Rifiutiamo totalmente ogni responsabilità governativa per questo massacro terroristico che ha colpito gli abitanti”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Jihad Makdissi. Ha anche annunciato che sarà aperta un’inchiesta in modo da chiarire la vicenda nell’arco di pochi giorni.

I media siriani accusano gruppi terroristici legati ad Al Qaeda di aver portato avanti le stragi, come riporta l’agenzia Sana: “Gruppi terroristici di Al Qaeda hanno commesso due odiosi massacri contro le famiglie nella campagna di Homs”.

Nella giornata di domenica, gli osservatori dell’Onu in visita a Hula hanno confermato che 92 persone hanno perso la vita in seguito alla strage, fatto che ha suscitato sdegno a livello internazionale. “Gli Stati Uniti condannano nel modo più forte il massacro – ha detto il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton – Quelli che hanno perpetrato questa atrocità devono essere identificati e devono renderne conto. Gli Stati Uniti lavoreranno con la comunità internazionale per intensificare la nostra pressione su Assad e i suoi, perché le uccisioni e la paura devono cessare”.

Per lunedì 28 maggio è previsto l’arrivo in Siria dell’inviato di Onu e Lega araba, Kofi Annan.

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