SALVIAMO CINECITTA’, ARTISTI E STAMPA ESTERA MOBILITATI SULLE SORTI DEGLI STUDIOS
lug 20, 2012 | Commenti 0
Di Paola Ambrosino – Gli storici Studios di Cinecittà, a via Tuscolana, sono tornati alla ribalta su quotidiani e tg ma, purtroppo, non per i motivi giusti.
La cosiddetta “Fabbrica dei Sogni”, il set d’eccezione del grande Cinema italiano, che ha ospitato oltre 3.000 tra i più bei film di sempre, rischia infatti l’ultimo ciack. Da settimane va avanti un’occupazione permanente dei dipendenti che protestano contro il nuovo piano aziendale che prevede la chiusura e la vendita degli stabilimenti cinematografici. Come se non bastasse poi, giovedì all’alba, un terribile incendio ha devastato il Teatro 5, noto in tutto il mondo non solo per la sua storia ma anche perché considerato “il teatro di Fellini”. Il regista infatti ha girato proprio nelle sue sale celebri pellicole: da Amercord alla Dolce Vita. Attualmente invece aveva il primato di essere il teatro di posa più grande d’ Europa, con una superficie di oltre 3.200 metri quadri ed un’altezza di oltre14 metri, capace di ospitare 2.500 persone contemporaneamente. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite ma la procura sta indagando a 360 gradi per evitare di lasciare piste imbattute. Alcune fonti riferiscono di un probabile guasto all’impianto elettrico, altre di presunta azione dolosa.
Ad ogni modo, le sorti degli Studios di Cinecittà stanno mobilitando artisti, celebrità e stampa estera. Dopo il manifesto a sostegno dei lavoratori firmato da Ettore Scola, Bernardo Bertolucci, Ken Loach, Marco Bellocchi e molti altri registi, il premio Oscar Giuseppe Tornatore ha dichiarato: “Perché non succede a Cinecittà quello che accade alle squadre di calcio? Quando sono in crisi, spesso arriva qualcuno che le compra e le rilancia”. “L’idea che un luogo come Cinecittà possa diventare altro da quello che è stata – ha sottolineato il regista – non si può accettare. Come non si può accettare lo stato in cui è oggi, in cui sembra che in quegli spazi non succeda più nulla. Una cosa che ti mette una tristezza ineffabile specie per chi la conosceva com’era prima”.
Dello stesso avviso, Dario Argento, ha scritto una lettera in cui avverte del “rischio cementificazione della zona dei vecchi studios, con alberghi, palestre, parcheggi e piscine”. “Tutto questo – si legge – in un luogo dove ci sono ventuno teatri di posa e che ha un nome famoso in tutto il mondo. Anche io ho girato lì cinque film, per non parlare di Fellini, Scola, Scorzese e tanti altri protagonisti della cultura mondiale. È un progetto che vuole penalizzare tutta questa storia e affidarsi alla speculazione di alcuni privati. Un’operazione che cancellerebbe la memoria di quasi un secolo di cinematografia, italiana e non, e che aggiungerebbe solamente mattoni in una periferia già grandemente invasa dal cemento. Ma è possibile che il fatto sembri non riguardare nessuno? Ma svegliamoci! Che cosa aspettiamo? È ora che il mondo del cinema e della cultura, ma anche tanti appassionati spettatori, prendano una posizione netta in favore delle maestranze che in questo momento stanno facendo per noi un’occupazione che ha un grande valore per la storia del cinema. Viva Cinecittà!”
Del futuro degli Studios si stanno interessando, in questi giorni, anche numerosi giornali esteri, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per la vicina Spagna. Il quotidiano El Pais ha dedicato ieri un ampio spazio a Cinecittà e all’incendio del Teatro 5, sottolineando che questa volta purtroppo “non si tratta di un effetto speciale”. Sulla scia del Pais, anche El Mundo ha trattato in modo approfondito le ultime notizie sugli studios, ricordando che sono stati il set di film come Cleopatra, Quo Vadis, Ben Hur, Il Padrino III, Gangs of New York, L’ultimo imperatore. In fine, la testata spagnola cita l’appello di Tornatore che ha chiesto di salvare Cinecittà.
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