RIFIUTI, IL 45% DEI COMMERCIANTI EVADE TASSA. SINDACO CONTRO EVASIONE

L’evasione sulla tariffa relativa ai rifiuti vale circa 150 milioni di euro all’anno. Circa il 20% delle utenze sfuggono ai controlli dell’Ama evadendo l’imposta. “Per noi il recupero dell’evasione è un obbiettivo strategico: sotto il profilo dell’equità, ci consentirebbe una migliore ripartizione del peso del servizio tra i contribuenti ed eviterebbe rincari futuri”, spiega l’amministratore delegato Salvatore Cappello.

A evadere sono alcune famiglie, che dichiarano meno metri quadrati di quelli effettivi, così da poter abbattere la base di calcolo. “Un fenomeno a Roma assai diffuso – precisa Cappello – che sarà possibile ridurre al minimo con la famosa ‘rivoluzione del Catasto’, allorché gli appartamenti non verranno più misurati in vani ma in metri quadrati”. Imprese e studi professionali, spesso, omettono completamente la dichiarazione, cosicché non risultano per l’Ama. Guardando alle cifre, ci sarebbero 35mila utenze non domestiche che non pagano la tassa sui rifiuti. Secondo i dati raccolti dall’incrocio delle banche dati di Ama e Camera di Commercio, il 45% degli esercizi pubblici evade totalmente l’imposta: si tratta di bar, ristoranti, supermercati, negozi, agenzie di viaggio e molti studi professionali.

ALEMANNO: COMBATTERE L’EVASIONE – “Bisogna combattere in diverse forme l’elusione e l’evasione perché questo tipo di lotta all’evasione ci permette poi di abbassare le tariffe. La nostra idea è che tutto quello che viene recuperato dall’evasione possa andare alla riduzione delle tariffe”, ha detto il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, a margine di un evento.

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