RIFIUTI, ALEMANNO: RESPONSABILITA’ STORICA MA ABBIAMO CORRETTO LA ROTTA

E’ evidente che quando una città ha da quarant’anni un’unica discarica come Malagrotta, c’è una responsabilità storica accumulata nel tempo che pesa sulle sue spalle: quindi, da questo punto di vista è corretto il giudizio della commissione parlamentare ecomafie sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Lazio, che ha registrato l’immobilismo delle istituzioni che negli anni non hanno affrontato in modo compiuto le politiche sui rifiuti: lo ha detto il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, a margine della presentazione in Campidoglio della Relazione Territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti della Regione Lazio, elaborato dalla commissione parlamentare d’inchiesta.

Tuttavia – ha aggiunto il sindaco – negli ultimi anni una correzione di rotta c’è stata: un nuovo piano rifiuti realistico da parte della Regione Lazio e da parte nostra un grande sforzo per promuovere la raccolta differenziata con le risorse presenti. Ci auguriamo che ci si possa muovere con maggiore celerità sullo sviluppo per la differenziata, per dare finalmente una svolta chiara che permetta di chiudere Malagrotta”.

“La Regione Lazio – si legge nel rapporto – ha predisposto un documento di analisi dei possibili siti da adibire a discarica basato esclusivamente su studi di carattere documentale, dunque privo di necessari riscontri sul campo e non preceduto da alcuna verifica tecnica. Le verifiche non sono state effettuate sicché il documento di analisi preliminare della Regione, richiamato nell’ordinanza di nomina del commissario straordinario, risulta essere del tutto inadeguato al diverso scopo conferitogli dall’ordinanza stessa”.

Altro rilievo mosso dalla commissione riguarda “la metodologia, non condivisibile, seguita dalla struttura commissariale per l’individuazione dei siti: prima sono stati individuati e poi è stata approfondita la loro utilizzabilità”. A riprova di questa metodologia anomala, la commissione ha preso ad esempio il caso di Pian dell’Olmo, scelto dal commissario Sottile ma scartato dai tecnici del precedente commissario, Giuseppe Pecoraro. Per la commissione l’unico risultato ottenuto è il “susseguirsi di proroghe del funzionamento della discarica di Malagrotta, nonostante la procedura d’infrazione europea e nonostante la struttura commissariale operi da quasi un anno”.

Tuttavia la commissione individua alcuni fari da cui ripartire: oltre ai casi specifici, il giudizio che emerge dalla relazione punta il dito contro le amministrazioni che negli anni si sono succedute alla guida di Roma e della Regione, colpevoli di non aver fatto nulla per prevenire quell’emergenza in cui ora si trova la città. “Le diverse amministrazioni – si legge nella relazione – non hanno affrontato la politica sul ciclo dei rifiuti in modo compiuto, per cui l’attuale situazione è la naturale conseguenza di una carente programmazione e attuazione di un ciclo conforme alla normativa ambientale”. Adesso, per ripartire occorre procedere con urgenza per incentivare la raccolta differenziata e la realizzazione dell’impiantistica: il problema dello smaltimento non può considerarsi risolto per il solo fatto che per i rifiuti vengano trovati luoghi in cui concentrarli, perché la questione è smaltirli senza danno”.

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