QUANDO “IN ONDA” CI VA LA SCIATTERIA

Di Giorgio Conte – Ci rendiamo conto che la convivenza tra Natascha Lusenti e il frenatissimo Filippo Facci è cosa difficile da gestire, ma quando il giornalismo diventa sciatteria e si vogliono trasformare le opinioni in fatti si fanno grossolanità.

Giovedì sera, in preda a un raptus liberatorio, Facci ha citato un sondaggio, uno dei tanti pubblicati a Roma ultimamente e, naturalmente, l’unico sfavorevole al sindaco, dimenticandosi chi l’aveva commissionato e chi lo aveva realizzato. Definiamola una carenza di informazioni, in un programma senza una linea precisa con due conduttori che evidentemente si odiano e che prima della conclusione dell’estate finiranno per prendersi a schiaffi. Abbiamo assistito a domande inutili, malfatte, anzi a battute che determinano la vittoria del grillismo.

A Michele Emiliano, Natascha Lusenti ha chiesto se accetterebbe ancora le cozze pelose, non che fosse vietata una domanda sui crostacei, ma a fine trasmissione chiudere con una battuta che più che una domanda è sembrata un atto di disprezzo nei confronti del sindaco di Bari è stato quantomai spiacevole.

Ma il colmo è stato raggiunto con il sindaco Alemanno“Lei frequenta molto twitter, e i social network in generale, lo sa che da molte persone è considerato il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto?”. Una domanda/affermazione che dà voce alla più bieca propaganda del Pd e che viene smentita dai dati di gradimento del Sole24Ore o di Monitorcittà che vedono il sindaco sempre in posizioni alte delle classifiche. E, anche se prendiamo il peggior sondaggio pubblicato – quello citato da Facci – dove i contendenti alla poltrona di sindaco di Roma sono appaiati al primo turno, l’affermazione della Lusenti appare assolutamente gratuita. Quando poi cita – con estrema ignoranza – la questione della qualità della vita, dimentica che l’agenzia per il controllo della qualità e dei servizi pubblici locali, inventata da Veltroni, ha pubblicato nei mesi scorsi un rapporto che assegna un voto medio di 6.27 alla città di Roma, il più alto dal novembre del 2007, quando appunto governava Veltroni.

Quello di Natascha Lusenti non si può definire neanche un attacco, è piuttosto una manifestazione di antipatia, una presa di posizione ideologica e politica, una sgarberia che non fa onore né al programma né tanto meno alla fascia oraria.

Per carità non è che noi siamo contro i giornalisti schierati, ma figure come Ferrara o Telese hanno un linguaggio culturalmente sostenuto, sono leali e distinguono sempre, con marcata competenza, le opinioni dai fatti. La signorina Natascia Lusenti pretende di far passare i suoi pensieri circoscritti, limitati e incompleti come parole dell’oracolo di Delfi. A metà tra Sgarbi e Grillo senza produrre niente di compiuto.

Sicuramente è una trasmissione che sconsigliamo di vedere e di frequentare e non fa onore a La7 che in questi anni è riuscita a tenere un profilo, sui temi dell’approfondimento politico, tra i più alti in Italia.

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Categoria: Editoriale

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