PROTESTA FIOM, BLOCKUPY FORNERO? CHI NE HA PIU’ NE METTA. E ROMA PAGA!
giu 15, 2012 | Commenti 0
Di Paola Ambrosino – I metalmeccanici della Fiom ieri mattina hanno sfilato per la Capitale con fumogeni e fischietti, bloccando strade e mandando il traffico in tilt. Nel pomeriggio gli attivisti del movimento Blockupy Ddl Fornero, che da mercoledì occupavano il Pantheon, hanno improvvisato un corteo non autorizzato verso palazzo Montecitorio. Tensione alle stelle quando i manifestanti poi hanno iniziato a lanciare sampietrini, palloni di calcio, bottiglie e bombe carta contro il cordone delle forze dell’ordine, stretto per ostruire il passaggio.
Bilancio: in poco più di qualche ora sono state segnalate 2 proteste, 5 agenti feriti, alcuni attivisti manganellati, caos, autobus deviati, negozi costretti a chiusure forzate e turisti terrorizzati.
E il conto più salato, come al solito, è arrivato alla Capitale e ai romani: ai romani che ieri sono andati a lavoro e che poi a fine giornata hanno impiegato ore per arrivare a casa e a quei romani che, per evitare di subire ulteriori danni, hanno dovuto chiudere in tutta fretta le saracinesche dei loro negozi.
Roma è la sede del governo e delle principali istituzioni del Paese e come tale rappresenta il teatro privilegiato di cortei, proteste, manifestazioni, caos. La situazione è ormai arrivata a un livello di criticità tale da essere intollerabile e i romani, a dirla tutta, non ne possono più!
La Capitale ha bisogno di una regolamentazione sulle manifestazioni, una norma che consenta di limitare al minimo i disagi che la città subisce ogni volta che si organizza una protesta. Il sindaco Gianni Alemanno aveva già sollevato la questione ricevendo però una sonora bocciatura dal Tar. Dopo aver trovato chiusa anche la porta del governo, il primo cittadino chiederà nei prossimi giorni aiuto anche al Questore, che ha il potere di regolamentare i cortei per motivi di ordine pubblico.
Protestare è un diritto, esprimere il proprio dissenso è un diritto, far sentire la propria voce è un diritto, ma impedire a migliaia di persone di muoversi liberamente nella propria città è la violazione di un diritto!
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