NAVONA, GIRO, GALAN E SANTORI: LOTTA CONTRO ATTI DI VANDALISMO

L’episodio di Piazza Navona ha scosso chiunque abbia a cure i beni culturali del nostro Paese. Uno schiaffo per gli amanti dell’arte e non solo. Dopo il fermo del vandalo che ha rovinato la statua della Fontana del Moro non sono mancati i commenti del mondo politico che propone ‘azioni esemplari’ e carcere per quanti si macchino di tale reato contro i beni dell’umanità.

A parlare tra gli altri in difesa delle bellezze di Roma Capitale e non solo, è stato il ministro ai Beni Culturali, Giancarlo Galan che, dopo essersi complimentato con i carabinieri per il fermo ha chiesto: “Ora arrivi una pena esemplare – ha dichiarato Galan – l’applicazione dell’articolo 635 del Codice Penale, che prevede un’aggravante per i danni nei confronti del patrimonio artistico, è già più che sufficiente. Ritengo però siano necessarie nuove norme a tutela del nostro patrimonio artistico sia contro gli atti vandalici che contro il traffico illecito di beni artistici e archeologici, leggi che presenterò, quanto prima, in consiglio dei Ministri”.

Alle parole di Galan sono seguite quelle del sottosegretario Francesco Giro. “Per come si sta configurando l’episodio di vandalismo a Piazza Navona è intrecciato ad una esistenza di accattonaggio e ad una condizione di disagio mentale di un senza fissa dimora – ha dichiarato Giro – Ciò inevitabilmente influenzerà l’esito della vicenda. Ma sarebbe un errore imperdonabile limitare il fenomeno del vandalismo urbano ad un caso di malessere sociale. L’esperienza ci ha insegnato che molti responsabili di questi gravi episodi sono persone senza evidenti problemi sociali ma mitomani, provocatori o spregiudicati che deturpano le città per un malsano gusto di protagonismo. Per queste persone vanno previste pene esemplari come giustamente sostiene il ministro Galan – prosegue il sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali – All‘amministazione Alemanno va riconosciuto il merito di aver denunciato fin dal suo esordio, tre anni fa, la piaga dell’accattonaggio per le strade dopo anni di inerzia e inutile buonismo. Per arginare questo fenomeno ancora diffuso nel centro storico di Roma occorre mettere in campo una più intensa e capillare opera di accoglienza e solidarietà in grado di togliere dalla strada persone che soprattutto nei lunghi periodi estivi hanno bisogno di aiuto. In questo impegno la Caritas diocesana e la Comunità di sant’Egidio dovranno essere coinvolte perchè anche attraverso la loro preziosa missione noi riusciremo a proteggere il volto della nostra città, che è nello stesso tempo umano e storico-artistico”.

“Un’ altra iniziativa – conclude Giro – che deve partire dal basso, dalle città d’arte è quella di una Lettera-Manifesto contro il degrado urbano e per la bellezza delle Città con la firma di tutti i sindaci, Pisapia a Milano, Orsoni a Venezia, Renzi a Firenze, Alemanno a Roma, De Magistris a Napoli, Cammarata a Palermo, solo per citarne alcuni, un Manifesto da presentare con una iniziativa comune e diffondere tramite i media a livello nazionale ma anche internazionale attraverso i canali diplomatici e ai tour operator per rivolgere un appello ai milioni di turisti che ogni anno giungono in Italia ad amarla e rispettarla sempre”.

Infine, anche il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, Augusto Santori, ha dichiarato: “Il tempestivo intervento dei carabinieri, che grazie alle riprese delle telecamere della Sala Sistema Roma, ha consentito in poche ore il fermo del vandalo, smentisce ancora una volta i vacui commenti della sinistra sulla carenza di controlli e di sicurezza in città. E’ necessario però fare in modo che chi danneggia i monumenti, una volta accertate le responsabilità, sia condannato a pene severe, così come avviene per esempio in altri paesi europei e in particolare in Francia, dove il codice penale prevede minimo 7 anni di reclusione – ha detto Santori – Condividiamo dunque le intenzioni del ministro Galan, poiché è impensabile che la normativa italiana, con un patrimonio monumentale unico al mondo, non sia all’avanguardia”.

“Statistiche alla mano, quasi sempre coloro che compiono questi gesti folli hanno disagi psichici o sono sotto l’effetto dell’alcool e della droga – conclude Santori – agiscono dunque all’improvviso rimanendo impermeabili alle campagne di educazione e di sensibilizzazione sul valore del patrimonio artistico. E’ tempo di affrontare il problema, confrontandosi anche con le normative internazionali del settore, per mettere a punto nuovi strumenti legislativi nella lotta contro il vandalismo”.

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