#NO2GIUGNO, SINDACO: ASSENTE ALLA PARATA PER GESTO DI COERENZA

“Egregio Direttore,
Le scrivo rompendo la consegna del silenzio che mi ero dato dopo aver preso la decisione di non assistere alla parata del 2 giugno.
Il clamore che ha suscitato questa scelta mi obbliga ad ulna ulteriore spiegazione di cui avrei fatto volentieri a meno per non alimentare nuove polemiche”. Queste le parole con cui esordisce il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, in una lettera al Messaggero, volta a spiegare le ragioni della sua assenza alla parata del 2 giugno.

“Innanzitutto – continua Alemanno – voglio che sia chiaro il mio assoluto rispetto per tutte le celebrazioni che riguardano le Forze armate. Sono figlio di una famiglia di ufficiali dell’Esercito, sono cresciuto in un ambiente militare e considero il Tricolore una delle fondamentali motivazioni del mio agire politico. Non mi sfiora neppure l’idea che le parate militari siano un inutile spreco di denaro: la Repubblica e chi la difende in armi si ritrovano in simboli, in momenti di raccoglimento, in forti momenti di orgoglio e di appartenenza”.
“Nessuna retorica antimilitarista – sottolinea il sindaco – può cancellare questa verità profonda che caratterizza tutte le nazioni in ogni latitudine geografica e culturale”.

“Quest’anno, però – prosegue il primo cittadino – lo stato in cui versa la nostra Nazione richiede simboli e segnali profondamente diversi, non solo per la terribile disgrazia che ha colpito l’Emilia Romagna. Il terremoto, purtroppo, è solo l’ultimo duro colpo che si aggiunge ad un periodo difficilissimo della nostra vita nazionale. La grave crisi economica di fronte alla quale neanche il “governo dei tecnici” riesce ancora a trovare una via di uscita, la perdurante conflittualità tra i partiti che impedisce l’approvazione di riforme condivise, la lunga sequela di scandali e inchieste che colpiscono molte delle nostre istituzioni, stanno aprendo una frattura crescente tra il Palazzo ed i cittadini”.

“Di fronte a tutto questo, a mio avviso – spiega Alemanno – dalle istituzioni devono arrivare segnali diversi, più aperti alla difficile contemporaneità che stiamo vivendo, più movimentisti, maggiormente in grado di riscostruire il ponte incrinato della rappresentanza verso i cittadini”.

“In questa occasione – sottolinea il sindaco – la Festa della Repubblica doveva essere celebrata in mezzo ai terremotati, oppure tra la gente che soffre per la crisi economica, all’interno della società civile in cui, peraltro, le nostre Forze Armate sono profondamente radicate. Questa è una scelta che ha caratterizzato non solo leader sindacali, ma rappresentanti delle istituzioni e leader di partito. Oppure, più semplicemente, si poteva scegliere un lungo momento di silenzio attorno all’Altare della Patria con una rappresentanza schierata delle Forze Armate e i cittadini attorno, a rappresentare la sintesi tra il rispetto della memoria e la consapevolezza della situazione presente”.

“Queste considerazioni – ha scritto il primo cittadino – mi hanno indotto a rivolgere un rispettoso appello per annullare lo svolgimento della parata. Di fronte a scelte diverse, non me la sono sentita di presenziare all’evento. Consegnando la fascia tricolore al numero due del Campidoglio, il Presidente dell’Assemblea Capitolina, non ho pensato di mancare di rispetto né al Presidente della Repubblica né alle Forze Armate, ma di fare un gesto di coerenza con quello che avevo precedentemente dichiarato“. “E oggi più che mai – ha concluso Alemanno – di segnali di coerenza credo che i cittadini abbiano veramente bisogno“.

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