NICOLA-JEKYLL, ZINGARETTI-HYDE E IL GIOCO DELLE TRE CARTE SUI CORTEI

Ma a che gioco sta giocando il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti? Attacca il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, promuove il ministro degli Interni, Roberto Maroni. Non sarà mica vittima di uno sdoppiamento di personalità? Nicola-Jekyll, antialemanniano convinto, e Zingaretti-Hyde, simpatizzante leghista. No perché a leggere la sua intervista rilasciata a Repubblica, sembrerebbe proprio che stia giocando proprio al gioco delle tre carte.

“Voglio fare un appello al sindaco: ritiri l’ordinanza che vieta i cortei in centro. Oltre ad essere inutile, è ingiusta e dannosa: parla alla pancia dei romani senza risolvere il problema. Mentre è molto più convincente la risposta di Maroni basata sulla prevenzione”. Poi accusa Alemanno di “demagogia” perché colpisce “nel mucchio” e “nega il diritto di manifestare liberamente anche a chi vorrebbe farlo in pace”. Ma francamente, ciò che più di tutto sembra richiamare il concetto di demagogia sono proprio le sue parole. Primo: come mai Zingaretti fa finta di non sapere che l’ordinanza resterà in vigore solo per un mese? Un termine che, intanto, servirà a riportare la calma in città e a porre rimedio alle ferite e ai danni provocati dai violenti. Ma anche a studiare quelle forme di prevenzione che lo stesso Mr. Hyde invoca. Secondo: l’ordinanza, contrariamente a quanto affermato da Zingaretti, non nega alcuna libertà di manifestare, dal momento che sono stati proibiti solo i cortei, più difficilmente controllabili, ma non le manifestazioni stanziali, cioè i sit-in, che permettono comunque a chiunque di esprimere, liberamente, il proprio dissenso senza restrizioni di sorta.

E’ l’ultimo pensiero di Zingaretti, però, il vero autogol del presidente della Provincia. Perché il fatto che il Vicariato e la comunità ebraica abbiano rinunciato a processioni e cortei è, a suo avviso, “la clamorosa conferma di come l’ordinanza colpisca gli onesti e faccia il solletico ai violenti”. E chi sarebbero gli onesti? Forse quei cittadini che sabato scorso hanno visto bruciare le proprie auto o distruggere i propri negozi? E’ a loro, forse, che, Zingaretti dovrebbe spiegare qual è la città che ha in mente e che vorrebbe dare ai romani. Perché, francamente, a leggere le sue parole, non lo abbiamo ancora capito. Resta semmai il dubbio che, a forza di giocare alle tre carte, abbia finito per confondersi da solo. E invece dell’asso di denari gli sia rimasto in mano solo il due di bastoni.

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