MARIA TERESA MELI A CAPO DEI PASDARAN DEL CORRIERE DELLA SERA

Di Giorgio Conte – Il Corriere della Sera, il giornalone del Nord, di Milano, è andato ben oltre l’endorsement, siamo di fronte al fiancheggiamento vero e proprio. Nonostante le obiettive vittorie del sindaco Gianni Alemanno di questa settimana, non ultima la conferma del Tar che ha ritenuto legittima la votazione su Acea – nonostante le contestazioni dell’opposizione che ancora tenta di far credere che in vendita sia l’acqua pubblica e non il servizio. Nonostante le figuracce di ieri sulla vicenda dello stupro che poi stupro non era, quando come sciacalli quelli del Corriere della Sera hanno sparato la notizia in apertura della pagina nazionale, parlando di una Roma violenta, ignorando che in altre città d’Italia avviene molto di peggio.

Nonostante i dubbi sulla B1, dubbi che verranno probabilmente presto chiariti dalla commissione tecnica, dubbi di un sabotaggio, di un atto sindacale fuori le righe, sembra fallito l’assalto che tende anche a dimostrare  una tesi che tutti i sondaggi smentiscono: la vittoria scontata a sindaco di Roma del candidato di centrosinistra.

Oggi l’ennesimo editoriale, a tratti farneticante, della solita Maria Teresa Meli, nel quale addirittura si dice che il 16 di questo mese Zingaretti “darà un calcio alla sua proverbiale prudenza e si candiderà ufficialmente a sindaco di Roma“. Meli vanta addirittura una certezza che nemmeno il Pd ha, ci dice quali saranno le parole di Zingaretti ma lui non dirà nientedi così esplicito. Ignorando completamente le condizioni in cui la città è stata lasciata dagli amici di Zingaretti. Ignorando completamente di fare le legittime denunce sull’acquisto della nuova sede della Provincia, costata oltre 250 milioni di euro, per un ente che presto sarà soppresso. La Meli si spinge a dire “meno male che arriva Zingaretti e che governeà meglio la città di Roma”.

Per carità, sono opinioni e sono opinioni di Maria Teresa Meli, rispettabili ma che hanno trasformato il Corriere della Sera in un organo elettorale senza obiettività, che mira a mettere in piedi una campagna contro il sindaco Alemanno ma che di sicuro non gli ha fruttato la vendita di più copie.

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