MARIA RITA PARSI: DONNE IMPORTANTI IN FAMIGLIA, LO SIANO ANCHE NELLO STATO

Di Giuseppina Cavallo – Nel giorno della Festa della Donna venti eccellenze femminili italiane saranno premiate con la Venere Capitolina, premio pensato dall’Associazione Universo Femminile, insieme alla Commissione Nazionale Patrimonio Artistico di Federproprietà e con il patrocinio di Roma Capitale. Venti donne che si sono rese protagoniste di merito e talento, ognuna nel proprio campo, tra le premiate Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice.

Dottoressa con quale spirito riceve questo premio e c’è qualcuno a cui lo dedica?
Lo dedico sicuramente a mia madre e lo ricevo con umiltà, perché l’umiltà è la radice del significato dell’alleanza tra le donne. Io ringrazio e mi fa piacere che abbiano pensato a me nell’ambito della psiche e della scienza anche se vorrei premiare tante altre donne scienziato, ingegnere e capo di industria. Questo è un premio che avrei dato a mia madre e alla donne grandi che hanno fatto la storia di questo paese. L’8 marzo è ormai una festa della Repubblica e per quanto ci sia molta indifferenza verso a questa ricorrenza spero che ci sia occasione di rilanciarla. Cosa quantomai importante in questo momento storico perché le donne che sono al governo ma anche quelle che sono a casa a fare i conti con la spesa sono le persone più importati per far ripartire il paese. Sono energia pura, e non perché le donne siano pure, ma nel senso che è energia ancora non messa in funzione, ancora non animata. Spero poi che questa festa serva soprattutto per sconfiggere la misoginia al femminile, non dovrebbero più esserci donne nemiche delle donne ed è in questo senso che bisogna dare l’adeguato apprezzamento alle persone di sesso femminile che adesso gestiscono interessi che prima erano unicamente al maschile.

Come lei stessa ha detto l’8 marzo deve essere un momento di riflessione sulle pari opportunità, in Italia a che punto siamo?
Io direi che nel campo delle pari opportunità abbiamo fatto importanti passi avanti, se penso a quando ero ragazza io non abbiamo fatto un passo ma cento passi in avanti e altri cento li devono fare le donne di oggi. Il femminismo è stato un movimento culturale che, come tutte le avanguardie, ha lanciato un seme. A distanza di 40 anni credo che dovremmo cogliere i suoi frutti ed educare le giovani generazioni a considerare le qualità intellettuali, professionali e in primo luogo sentimentali che sono peculiari dell’essere donna in contrasto con i tentativi aberranti – non solo maschili – di questa cultura dominante di vedere la donna solo come un corpo. Il compito delle donne, madri e non, è educare. Io, poi, darei un premio alle massaie, alle casalinghe che sono il pezzo forte del paese, che con dieci euro devono mettere insieme un pranzo e una cena, a loro darei un premio economico. E istituirei un gruppo di donne che insegnino a chi ci governa a mandare avanti un paese, come loro nel microcosmo familiare riescono a far tornare i conti.

A proposito di donne e politica, adesso si parla molto di quote rosa, cosa ne pensa?
Io credo nella parità di presenze, credo che ci siano donne capaci e a loro devono essere spalancate le porte. Una parità di presenze di donne e uomini renderebbe più vivo e più creativo il confronto. In fondo alla base dell’esperienza umana ci sono le coppie, che quando non sono di monogenere per le quali ho il massimo rispetto, sono composte da uomini e donne. E, come nel microcosmo uomini e donne mandano avanti la famiglia, così nel macrocosmo uomini e donne devono lavorare insieme per il bene di un paese.

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