LAZIOGATE, CHIESTA DAL PM L’ASSOLUZIONE PER FRANCESCO STORACE
giu 12, 2012 | Commenti 0
Assoluzione con formula piena è stata chiesta per Francesco Storace, e altri 5 imputati nel processo d’appello per il Laziogate, dal sostituto procuratore generale di Roma. In primo grado, l’ex governatore era stato condannato a un anno e mezzo di reclusione per concorso nell’accesso abusivo a sistema informatico.
“E’ dal 2005 che porto addosso la croce chiamata Laziogate ha detto Storace – Nel 2006 fui addirittura indagato, ero ministro, mi dimisi non appena lessi sul Corriere della Sera la notizia che poteva esserci stata un’azione di spionaggio ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini ordita su mia commissione. Lasciai immediatamente il ministero, pur non essendo parlamentare e rischiando l’arresto immediato: nessuno mi aveva notificato un avviso di garanzia, il Corriere aveva saputo tutto da palazzo di Giustizia dove nel frattempo mi iscrivevano nel registro degli indagati – senza comunicarmelo – per associazione a delinquere, spionaggio (si dice interferenza illecita nella vita privata) e violazione dell’anagrafe del comune di Roma. Credo anche, ma non vorrei ricordare male, per aver ordinato la falsificazione delle firme della lista Mussolini”.
“Sono sinceramente commosso – ha detto il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno – nell’apprendere la notizia della richiesta di assoluzione di Francesco Storace, da parte del sostituto procuratore generale di Roma. Sono commosso per lui, per la sua famiglia e per tutte le persone coinvolte nell’assurdo Laziogate che fu un colpo durissimo per tutto il centrodestra romano e laziale”. “Sono sempre stato convinto della sua innocenza e della validità del suo operato come Presidente della Regione Lazio – ha aggiunto il sindaco – e al di là di tutti i contenziosi politici che possiamo aver avuto nel corso degli anni e delle posizioni di opposizione che Storace tiene in Campidoglio, gli faccio i miei sinceri auguri perché questo sia il passo decisivo affinché un pezzo di giustizia si affermi finalmente nella nostra città e in Italia”.

















