IL PD NON ACCOGLIE IL RICHIAMO DEL SINDACO E INSISTE CON IL NO A CESSIONE QUOTE ACEA

Il sindaco Gianni Alemanno ha scritto alle opposizioni, in vista della riunione dell’assemblea capitolina di mercoledì 16 maggio facendo un appello al senso di responsabilità istituzionale. Un appello caduto nel vuoto a quanto pare visto che il Pd ha risposto con un “No” fermo per quanto riguarda la delibera sulle Holding, con particolare riferimento alla cessazione delle quote Acea.

Il gruppo consiliare del Partito democratico ha scritto una lettera da consegnare al sindaco Alemanno. Umberto Marroni e il parlamentare ed ex assessore al bilancio Marco Causi hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno spiegato le ragioni della loro scelta. Nonostante il primo cittadino abbia spiegato a più riprese che la cessazione di quote Acea nulla abbia  a che vedere con la privatizzazione gli esponenti del Pd insistono: “Noi siamo favorevoli ad una liberalizzazione ma non ad una privatizzazione. Acea ha in affidamento diretto da Roma Capitale solo il servizio di illuminazione pubblica. Quindi Acea per ottemperare agli obblighi di legge avrebbe due strade. O mettere a gara l’illuminazione pubblica di Roma mantenendo inalterata la presenza azionaria del Comune; o far scendere il Comune verso il 30% e in questo modo garantire la presecuzione del contratto sull’illuminazione pubblica fino alla scadenza del 2027. Noi affermiamo che la strada da intraprendere è la prima, perchè è quella che va nel senso della liberalizzazione mentre nel secondo caso si manterrebbero le posizioni monopolistiche esistenti”.

E mentre Alemanno ha spiegato ai romani che nessuno renderà privata l’acqua i Pd insiste sul risultato referendario sull’acqua pubblica. “Con la cessione del 21% di Acea da parte del Comune – conclude la lettera del Pd  - la società non sarebbe più a maggioranza pubblica e ciò potrebbe fortemente limitare la sua capacità di crescere nel settore idrico, depotenziandone nel tempo le opportunità di sviluppo; al riguardo si consideri anche il fatto che la stessa convenzione in essere per la gestione del sistema idrico integrato nell’area metropolitana di Roma vuole che il soggetto gestore sia e rimanga a maggioranza pubblica”.

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