DOPO SANITA’ E SERVIZI, LA SPENDING REVIEW METTE A RISCHIO LE SCUOLE

Di Paola Ambrosino – Dopo aver duramente colpito la sanità, la ricerca, l’assistenza ai disabili, i sussidi, le pensioni, gli investimenti, i fondi ai servizi pubblici e, chi ne ha più ne metta, la spending review si abbatte ora sulle scuole, mettendone addirittura a rischio la riapertura a settembre.

A lanciare l’allarme è stato oggi il presidente dell’Upi (Unione delle province d’Italia), Giuseppe Castiglione, che prevede un futuro nero per le scuole. “Con questi tagli – ha detto in conferenza stampa – non siamo in condizioni di assicurare l’apertura dell’anno scolastico”. “Non è un’esagerazione” come tante altre volte, questa volta esiste davvero il rischio che le scuole non riaprino: gli ha fatto eco Piero Lacorazza, presidente della provincia di Potenza.

Al centro delle polemiche, c’è la misura, contenuta nel decreto sulla spendig review, che prevede l’accorpamento di alcune province e quindi dei servizi offerti. “Anche questa manovra – ha osservato Castiglione – si risolverà con un voto di fiducia, ma vogliamo comunque partecipare al dibattito partendo dal tema cruciale del taglio alle Province. Cinquecento milioni di euro per il 2012 è un taglio incongruo significa tagli ai servizi essenziali, al trasporto locale, alla formazione, alla manutenzione delle scuole. Con il taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 non siamo nelle condizioni di assicurare l’apertura dell’anno scolastico”.

Ieri il premier Mario Monti ha dichiarato che la “differenza fra politici e statisti è che i primi guardano alle prossime elezioni mentre i secondi alle prossime generazioni”. A questo punto è lecito pensare: assodato il fatto che Monti non è un politico, possiamo davvero ritenere che sia uno statista? La domanda è retorica!

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