CONSULTA PROVINCIALE ANTIMAFIA, CODICI: IDEA FALLIMENTARE, ABBANDONIAMO

La Consulta provinciale antimafia si è rivelata fallimentare in partenza. La condivisione di idee annunciata e il confronto tra le parti interessate sono mancati fin da subito. La prospettiva avanzata dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, di avvalersi della Consulta come di uno strumento utile per porre un freno alla criminalità è svanita all’orizzonte e non certo per mancanza di impegno e volontà di alcuni rappresentanti della stessa“. Così l’associazione Codici spiega in una nota le motivazioni per cui ha deciso, insieme al Forum associazioni antiusura, di abbandonare l’organo antimafia che era stato creato dalla Provincia.

“Così come sta funzionando – ha spiegato il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli – non è altro che un spot elettorale, è chiaro il disinteresse verso i doveri formali assunti con la Consulta e gli obblighi morali nei confronti dei cittadini. L’assenza di un confronto, seppur richiesto, è la dimostrazione che manca la condizione minima essenziale per la prosecuzione di un rapporto di collaborazione. Rimane l’amarezza di vedere, ancora una volta, utilizzare temi così delicati per finalità diverse dalla lotta alla mafia”.

La fuoriuscita del Codici e del Forum Associazioni Antiusura dalla Consulta Antimafia della Provincia di Roma è un brutto segnale – ha dichiarato il delegato del sindaco di Roma Capitale alla Sicurezza, Giorgio Ciardi – Specie se si rivelassero fondate le notizie circa la Commissione di Coordinamento, organismo decisionale che sarebbe stato nominato con criteri discrezionali o, peggio, di vicinanza politica”.

“Sarebbe un duro colpo – ha sottolineato Ciardi – per un organismo che deve ancora riunirsi per la prima volta dopo la sua costituzione, e che deve essere al servizio della lotta alla criminalità. Si deve lavorare perché la giusta spinta dal basso di cittadini e associazioni non sia per nessuna ragione vanificata o respinta da gestioni politiche autoreferenziali, che non tengono conto della poliedricità dei contributi che società civile e mondo associativo possono dare in una battaglia di civiltà così importante per la nostra comunità cittadina e provinciale”.

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Categoria: La ProvinciaNewsRoma

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