COLOSSEO, VERSO IL RITORNO ALL’ANTICO SPLENDORE DEL VANTO DELLA CAPITALE

Di Paola Ambrosino – Dal piano per ridurre il traffico, ai lavori per il restauro, finalmente è tutto pronto per riportare all’antico splendore uno dei monumenti più visitati al mondo, orgoglio e vanto non solo della Capitale ma di tutta Italia.

L’operazione per dare nuova vita al Colosseo ha preso ufficialmente il via ieri: dopo mesi di trattative, polemiche, ricorsi, ostruzionismo, a dicembre finalmente compariranno intorno all’Anfiteatro Flavio le prime impalcature. Un intervento organico, finanziato non già dallo Stato, intento a tagliare su servizi, sanità, istruzione e cultura, ma dai privati e, in questo caso, dal gruppo Tod’s con ben 25 milioni di euro.

Come ha ricordato un orgoglioso Gianni Alemanno, lavori importanti al Colosseo non venivano fatti da almeno 73 anni. L’intervento finanziato da Diego Della Valle sarà strutturato in tre fasi, per una durata di 915 giorni, durante i quali però l’Anfiteatro Flavio non chiuderà mai i battenti e si lascerà comunque ammirare dalle migliaia di visitatori che ogni anno affollano i suoi corridoi.

I dettagli del piano di restauro sono stati resi noti ieri, durante la presentazione del progetto alla presenza del ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi, della sovrintendente per i Beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, del sindaco di Roma Alemanno e del presidente di Tod’s, Della Valle. “La prima fase – ha spiegato la sovrintendente Barbera – partirà ai primi di dicembre e si concluderà tra giugno e luglio del prossimo anno e riguarderà il restauro dei prospetti settentrionale e meridionale e la sostituzione delle cancellate delle arcate perimetrali (fornici). La gara d’appalto – ha precisato – è stata aggiudicata in fase provvisoria il 27 luglio, per 6,1 milioni di euro, con un ribasso del 25,8% sulla base d’appalto e con una riduzione della durata dei lavori di 180 giorni”.

 La seconda fase, invece, riguarderà la progettazione e la realizzazione di un centro servizi con biglietteria, caffetteria, bookshop, nell’area del terrapieno tra via Celio Vibenna e la piazza antistante il monumento. Diciotto mesi di interventi, che dovrebbero partire tra novembre e dicembre, dopo la gara d’appalto.

Ancora in fase di progettazione l’ultima tranche, che riguarda il restauro degli ambienti interni e l’ammodernamento degli impianti, con un durata dell’intervento ipotizzabile tra i 18 e 24 mesi.

Sul versante traffico, Alemanno ha invece fatto sapere che “entro il 2015, saremo pronti e puntuali con un nuovo piano del traffico, che avrà meno impatto sul Colosseo, in quanto sarà liberata la rotatoria e la circolazione deviata a Colle Oppio”.

Dal canto suo, Della Valle ha ribadito come la sua disponibilità sia stata dettata da puro mecenatismo, senza alcun fine commerciale. “Abbiamo preteso che fosse un”operazione Paese, senza ritorni economici – ha detto il patron della Tod’s – Spero che il mio esempio sia seguito anche da altri. Il futuro dell’Italia passa anche dalla gestione dell’arte, della cultura. Abbiamo la leadership mondiale in questo settore, ma dobbiamo trasformarlo in una macchina che produca lavoro per i giovani e per le piccole realtà. Raccontiamo al mondo cosa stiamo facendo”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Ornaghi: “Il restauro del Colosseo è un’operazione nuova che vede il coinvolgimento attivo del ceto imprenditoriale più illuminato per la co-valorizzazione e la co-tutela del nostro patrimonio artistico. Vorremmo contribuire al processo di modernizzazione e puntare alla defiscalizzazione di tutto ciò che è mecenatismo”.

Quasi a voler distruggere una grande vittoria, ma per fortuna senza riuscirci, il Codacons, dopo che il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso che l’associazione dei consumatori aveva presentato contro la sponsorizzazione Tod’s, ha annunciato di aver presentato appello al Consiglio di Stato.

Inutile sottolineare che la guerra che il Codacons ha dichiarato al Colesseo, più che a Della Valle, è quantomeno incomprensibile: finalmente arrivano i fondi, fondi stanziati da un italiano che con il suo lavoro ha creato un impero, fondi che non sarebbero mai stati stanziati dallo Stato e cosa succede? Cause, ricorsi e ostruzionismo? A chi giova vedere il Colosseo ridotto a un rudere?

Be Sociable, Share!

Altri articoli:

Categoria: Editoriale

Tags:

RSSComments (0)

Trackback URL

I commenti sono chiusi.