COLOMBI (CNA ROMA): AIUTARE LE IMPRESE A OTTENERE GARANZIE PER IL CREDITO

Di Alessandra Perotti – Il Consiglio dei ministri ha approvato un emendamento al decreto legge sulla spending review che prevede una certificazione per le imprese che vantano crediti da parte della pubblica amministrazione, in modo che queste possano richiedere il denaro direttamente presso le banche. Secondo le stime, a Roma e nel Lazio, dovrebbero arrivare circa 10 miliardi di euro destinati alle aziende. La redazione di Romacapitalenews ha intervistato il presidente della Cna di Roma, Rino Colombi, per capire come si configurerà la situazione nell’ambito delle piccole e medie imprese.

Presidente Colombi, cosa ne pensa di quest’emendamento?

L’altra settimana la nostra associazione aveva lanciato un grido d’allarme che, per fortuna, è stato colto dai ministri. Si tratterà di crediti ‘pro soluto’: le imprese potranno andare in banca e ricevere finanziamenti mostrando la propria certificazione.

In questa situazione di contrazione del credito, in cui ci sono problemi di liquidità a tutti i livelli, pensa che le banche potranno effettivamente concedere questo denaro?

Come Cna stiamo portando avanti il progetto del Consorzio Fidi, per la garanzia dei crediti alle piccole e medie imprese, che da Roma e dal Lazio speriamo di poter estendere a tutto il territorio nazionale. Aiuta a garantire le imprese affinché soddisfino i parametri di concessione del credito e a controgarantirsi attraverso il Mediocredito centrale o le finanziarie regionali. Ovviamente, per le banche ci sono vincoli oggettivi, come i parametri dell’Eba (European Banking Authority, ndr) e la difficoltà della filiera del credito, oltre alle ragioni soggettive.

Quanto pesano le condizioni creditizie sulle piccole e medie imprese di Roma? Com’è la situazione attuale?

La situazione pesa specialmente nell’ambito dell’occupazione. Noi portiamo avanti studi che mostrano l’immagine congiunturale di circa un migliaio di imprese, analizzando i parametri economici fondamentali come per l’Isae. I dati mostrano che dal 2007 al 2011 la disoccupazione a Roma è salita dal 4,8% all’8,5%. In più, Roma è l’unica capitale europea ad avere un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. La gente comincia a non farcela più, i piccoli imprenditori non riescono più a sostenere il lavoro e si vede dagli aspetti più drammatici di questa crisi. E’ anche per questo che organizziamo i nostri incontri in Associazione: non solo per parlare degli aspetti economici, ma anche di quelli psicologici della situazione generale. Siamo reduci da quattro anni di stazionarietà economica e l’attuale quadro politico, con l’inerzia che domina, risulta sconcertante.

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