CASE ENTI PUBBLICI, IN MIGLIAIA A RISCHIO SFRATTO.GOVERNO NON RESTI SORDO -VIDEO

Di Vincenza Foceri – Hanno scelto di farsi ascoltare mettendo in scena una protesta pacifica ma ferma: uno sciopero della fame contro l’emergenza abitativa che interessa stabili appartenenti a Enti pubblici.  Una rappresentanza di cittadini  interessati da possibili sfratti per via di dismissioni, vendite e aumenti di affitto  chiedono risposte al Governo Monti. La loro estinenza da cibo è iniziata il 18 giugno in piazza Ss Apostoli davanti alla sede della Prefettura. Una scelta non a caso visto che il 18 giugno era l’ultima data possibile per pagare l’Imu, tassa che ha messo in ginocchio le categorie più deboli della società.

“Il tempo delle parole è terminato – si legge nel volantino dei manifestanti – bisogna passare ai fatti. Sono almeno due anni che tutti i soggetti istituzionali competenti sono stati interrogati e coinvolti ma ad oggi ancora non ci sono stati segnali confortanti. Nessun provvedimento che possa produrre nuova serenità”.  Lo sciopero della fame di questi cittadini a rischio “tetto” è davvero silenziosa, a tal punto che davanti al loro presidio non c’è nemmeno un giornalista ma loro non intendono mollare e spiegano: “Le fondazioni, le casse, i fondi immobiliare e pensione, gli enti assicurativi, il patrimonio pubblico, sono interessati da uno tsunami di proporzioni gigantesche. Un ciclone che fa stare sulla corda migliaia di nuclei familiari”. Ad essere coinvolti anziani e giovani coppie con tanti di bambini a seguito. Quello che i rappresentanti di Asia – Usb e Coordinamento dei comitati inquilini chiedono è una moratoria “immediata e di convocazione di un tavolo interistituzionale sull’emergenza abitativa”.

Al presidio davanti la Prefettura si è fermato  anche il sindaco Gianni Alemanno che, dopo aver ascoltato le problematiche sollevate dai cittadini in sciopero della fame, ha dichiarato: “E’ una vera emergenza sociale”,  aggiungendo che “chiederò al ministro Fornero di intervenire e solleciterò il Parlamento di votare moratoria su questi sfratti che rischiano di mettere queste persone in mezzo alla strada. E’ un problema sociale gravissimo”. L’impegno del primo cittadino di Roma è già una buona notizia ma speriamo che anche il Governo Monti intervenga per impedire agli enti pubblici di comportarsi come “privati” calpestando il diritto alla casa dei cittadini che abitano da anni i loro stabili.

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