ALLARME CINEMA, L’AVANZATA DEI MULTISALA MINACCIA LE CARE VECCHIE SALE
ago 03, 2012 | Commenti 0
Di Paola Ambrosino – Uno dopo l’altro, i cinema di Roma stanno chiudendo. Le care vecchie sale, con le poltrone in velluto e il profumo di pop corn, stanno, loro malgrado, cedendo all’avanzata dei multisala. La notizia rimbalza come un suono di allarme non solo per i nostalgici ma soprattutto per i lavoratori del settore, che temono per il loro futuro e cercano di attirare l’attenzione sulla questione.
Alla chiusura del Metropolitan, nel 2011, a via del Corso è seguita infatti quella dell’Embassy, lo scorso mese, ai Parioli. Il Roma a Trastevere è chiuso da circa un anno e per il Maestoso, sull’Appia Nuova, non è ancora scongiurato il rischio. Nella stessa situazione anche le sale Gregory, Troisi, Admiral, Empire. “Quanti cinema debbono ancora chiudere perché si affronti questo problema? A Cinecittà, al posto degli stabilimenti che hanno reso famosa in tutto il mondo la nostra arte cinematografica, vengono proposti centri commerciali ed alberghi. Non è un caso che le immobiliari, oltre che a Cinecittà, stiano entrando pesantemente nel settore con il progetto di cambio di destinazione d’uso dei locali del Metropolitan o la proposta d’acquisto, in società con Mediaport cinema srl, dell’Adriano e delle altre sale dell’ex circuito Cecchi Gori situate in zone centrali”, avvertono i lavoratori.
Nel corso degli ultimi 20 anni -ricordano – “Roma ha assistito alla scomparsa di più di 30 importanti sale, tra cui pezzi di storia come l’Etoile, piccolo gioiello in piazza San Lorenzo in Lucina, l’Augustus in corso Vittorio Emanuele, il Quirinale in via Nazionale. E l’Ariston, all’interno dell’ex Galleria Colonna, ora Galleria Sordi. Solo a Trastevere sono stati costretti ad abbassare le serrande America, Roma e ora si minaccia anche il Troisi”.
Allo stesso modo, “nel quartiere Trieste-Salario sono otto le sale chiuse finora, a cui se ne vogliono aggiungere altri due. Per non parlare delle periferia dove i cinema sono spariti quasi completamente” denunciano i dipendenti. Tutto ciò “meriterebbe diversa attenzione e sensibilità da parte delle istituzioni culturali pubbliche e private. Quali prospettive ci sono- si chiedono- per la vita culturale della nostra città e Capitale, se il futuro poggerà solo sui multiplex all’interno dei centri commerciali e su pochissimi multisala? Quale possibilità si dà a chi vuole vivere il cinema nel proprio quartiere in modo sano e costruttivo? Ormai anche le zone un tempo più chic come Trieste, Salario, Montesacro stanno diventando quartieri di uffici o dormitorio, perché tutte le attività commerciali, sociali e culturali si preferisce trasferirle dentro o vicino ai grandi ‘non luoghi’ che attorniano (o soffocano?) la città. Chiediamo più attenzione anche per i dipendenti dei cinema romani, per le loro famiglie e per tutti i cittadini della Capitale che amano e hanno sempre amato questa forma di divertimento, svago, riflessione, per i quali la sala vicino casa è un punto di riferimento”.
E’ per questo che i dipendenti, e noi ci uniamo al loro coro, chiedono l’aiuto degli spettatori e di tutta la cittadinanza romana per salvaguardare cinema, teatri, biblioteche e librerie romane.
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