AGLI STATI GENERALI PROVE TECNICHE DI COMUNITA’, ORA “SEI PASSI CONTRO LA CRISI”

Di Paola Ambrosino- Due giorni per fare il punto, riflettere, rilanciare e proporre. Due giornate per chiedere che finisca la mattanza dei tagli che vanno sempre in una direzione, quella a discapito dei più deboli. Gli Stati Generali del Sociale e della Famiglia sono stati questo e molto di più. Tutti sono stati invitati a discutere e trovare soluzioni, a dire la propria sulle necessità e i bisogni delle persone fragili. Associazioni di volontariato, disabili, politici, mondo del lavoro, sindacati, imprese e la gente, soprattutto la gente. Quella gente che non ha modo di trovare spazi, di far capire realmente quali siano le necessità di chi questa città la rende viva davvero. Finalmente questo spazio lo hanno trovato e chi ha scelto di non esserci ha perso un’occasione importante: quella di fare “comunità”.

I tagli nel sociale sono una triste realtà con cui fare i conti ogni giorno. Nessuno può negarli. Non lo ha fatto nemmeno il ministro Elsa Fornero che ha avuto il coraggio – contestazioni a parte – di esserci. Non ha dato risposte, è vero e certe sottolineature dalla platea dell’Auditorium Antonianum erano più che condivisibili ma almeno c’è stata e non ha promesso cose che non potevano essere realizzate.

I tagli sono numeri a tanti zeri che spariscono dalle casse comunali, che pesano su chi usufruisce di servizi essenziali. Di questi ha parlato con forza e trasporto il vicesindaco Sveva Belviso commuovendo un’intera platea. Sono tagli che rendono meno sereni gli anziani, che spengono le speranze dei giovani, che rubano spazi ai bambini, che rendono difficile il percorso della genitorialità. L’appello arrivato dal sindaco Gianni Alemanno è stato forte e preciso. Il primo cittadino ha chiesto al Governo “Sei passi contro la crisi”, esemplificando in un documento puntuale le reali necessità della gente di Roma e non solo.  Ripristinare gli investimenti nelle politiche sociali; garantire i livelli di assistenza sociale come avviene per le prestazioni sanitarie, di attuare l’integrazione sociosanitaria; di investire sulla famiglia attraverso il quoziente familiare; di dare più risorse a favore dei giovani sviluppando l’autoimprenditorialità; di investire  in infrastruture di coesione social: punti cardine delle politiche sociali che dovrebbero essere scontati ma che invece di questi periodi così scontati non sono. Ci auguriamo davvero che questi “sei passi” vengano fatti e al più presto e che questi due giorni di intenso dibattito non rimangano un episodio isolato.

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