ADDIO NICOLINI, TROPPO TARDI QUALCUNO TI RIMPIANGE
ago 05, 2012 | Commenti 0
Di Giuseppina Cavallo – Sabato 4 agosto si è spento Renato Nicolini, è morto dopo una lunga malattia, in estate, durante la sua estate quella che grazie a lui è diventata speciale a Roma e non solo.
Come sempre quando muore una persona, e ancora di più quando il personaggio in questione è stato un vero precursore come Nicolini, si sprecano i commenti e così a pochi minuti dalla morte dell’architetto, politico ed ex assessore alla cultura di Roma – notizia data peraltro su Twitter dal portavoce di Bersani – abbiamo assistito al classico balletto dei politici italiani che hanno fatto a gara per ricordare meglio e in modo più originale il povero defunto.
“Rimarrà nella memoria come l’assessore alla cultura per antonomasia, in quanto fra le altre cose fu lui a inventare quel ruolo”, “l’Italia perde un grande uomo di cultura e un innovatore” e ancora “le sue innovazioni hanno segnato uno strappo culturale e civile nel sonno e negli incubi di fine anni 70”, tutte cose vere, anche se forse un po’ ipocrite se pronunciate da quelli che dovevano essere i suoi compagni di partito e che in vita lo hanno dimenticato.
E così tra le varie note di cordoglio, più o meno sentito, spunta quella del figlio, Simone: “E’ imperdonabile che Roma abbia perso 20 anni di Renato Nicolini. Mio padre doveva e poteva essere sfruttato meglio dalle risorse politiche della città”.
Vent’anni di quel genio così tanto omaggiato persi perché nel lontano 1992 osò presentarsi come candidato sindaco al Campidoglio con Rifondazione Comunista e la lista civica Liberare Roma sfidando Francesco Rutelli. Una cosa che i “compagni” non gli perdonarono mai: lo stesso Nicolini parlava di “damnatio memoriae” conosciuta con Veltroni e Bettini.
Al contrario di quella “damnatio memoriae” che gli è stata riservata da parte della sinistra cittadina e nazionale si può toccare con mano il profondo e sentito rispetto che esponenti politici di altra estrazione hanno espresso nei confronti di un avversario politico che era prima di tutto un inestimabile uomo di cultura. Al di là di ogni visione politica oggi diciamo addio ad un grande romano.
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