ACEA, ALEMANNO: L’OPPOSIZIONE BLOCCA ROMA CON 166 MILA EMENDAMENTI-VIDEO
giu 06, 2012 | Commenti 0
Il sindaco, Gianni Alemanno, richiama nuovamente al senso di responsabilità l’opposizione capitolina. Dopo aver reso nota “tutta la verità su Acea”, attraverso uno spot video e il sito Bastaballe.it il primo cittadino ha tenuto una conferenza stampa insieme all’assessore al Bilancio, Carmine Lamanda, al presidente della Commissione Bilancio, Federico Guidi, e al capogruppo capitolino del Pdl, Luca Gramazio, per spiegare meglio la questione delle due delibere 31 e 32 relative a Bilancio ed Acea tanto osteggiate dal Pd, Sel, Misto e La Destra.
Dalla Sala delle bandiere è stato ricordato come l’opposizione abbia tentato di bloccare i lavori dell’assemblea capitolina con 166.000 emendamenti sul bilancio. ”L’opposizione ha presentato 100.801 emendamenti e 52.066 ordini del giorno alle delibere 31 e 32 in discussione in aula Giulio Cesare. Le delibere riguardano il Bilancio 2012, la cessione del 21% delle quote di proprietà di Acea e la costituzione della Holding capitolina. Mai, nella storia di Roma, era stato presentato un numero così elevato di emendamenti e odg su due sole delibere, tra di loro collegate, tantomeno su un argomento così delicato come il Bilancio della città”, ha detto il sindaco, mostrando alle sue spalle decine e decine di scatoli contenenti i provvedimenti dell’opposizione.
Gli emendamenti hanno causato, oltre al blocco dei lavori dell’Aula, anche un’ingente quantità di carta stampata: “Per tutti i gruppi consiliari le fotocopie degli emendamenti e degli odg sarebbero state necessarie più di un milione e mezzo di copie. I fogli di carta che sarebbero stati necessari avrebbero coperto tre volte la superficie del Colosseo (9.552,6 metri quadrati) e il loro peso sarebbe stato superiore a quello di una Smart (764 chili)”, hanno spiegato Alemanno, Lamanda.
“Sono stati numerosi gli appelli e gli inviti fatti dal sindaco all’opposizione per evitare questa forma di ostruzionismo per il bene di Roma. Alemanno ha più volte richiamato l’opposizione capitolina, anche attraverso due lettere aperte ai capigruppo in Aula Giulio Cesare, a un senso di responsabilità per evitare di bloccare Roma. Tutti gli appelli sono, però, caduti nel vuoto”, hanno spiegato ancora.
COSA COMPORTA IL PROGETTO HOLDING – ”Il progetto holding di Roma Capitale prevede la costituzione di una società capogruppo (Roma Capitale Holding S.p.A.), alla quale conferire le partecipazioni societarie attualmente detenute dall’Ente, in vista di una loro valorizzazione e gestione sinergica”, è stato spiegato dal sindaco in conferenza stampa. “Nel rispetto degli indirizzi e delle linee guida dei competenti organi di Roma Capitale, alla Holding competerà l’assunzione e gestione delle partecipazioni societarie trasferite, nonché l’esercizio in via accentrata di servizi generali e di funzioni strumentali nei confronti dell’Ente controllante e delle elencate società/enti partecipati. Il modello di governance della Holding, così come delineato nel relativo schema di statuto societario, è definito nel rispetto dell’obiettivo di assicurare il controllo analogo di Roma Capitale su di essa e sulle altre società in house. In tale contesto, Roma Capitale quale socio unico della Holding rafforza le sue prerogative d’indirizzo e di controllo sul Gruppo e sulle singole società partecipate. Infatti, tutte le principali decisioni aziendali e quelle a valenza strategica devono avere il preventivo consenso di Roma Capitale”.
Il fatto che Acea non venga “svenduta” è confermata anche dalle competenze che restano in mano al socio Roma Capitale, ovvero: I poteri di indirizzo (Approvazione del Piano Industriale Triennale e del Piano gestionale annuale); La nomina e la revoca degli amministratori e dei sindaci; La designazione del Presidente del CdA e dei membri del Comitato Consultivo; Le scelte di natura strategica (es. costituzione/dismissione di società, fusioni, scissioni, trasformazioni).
PERCHE’ LA CESSIONE DELLE QUOTE - “La decisione da parte dell’Amministrazione di cedere il 21% di Acea risponde a indicazioni normative che traducono indirizzi di politica economica largamente condivisa – è stato spiegato ancora – In particolare una maggiore presenza di capitale privato è funzionale al rafforzamento delle istanze di efficientamento e di recupero di economicità nei piani industriali delle società e consente, nella attuale fase di restrizione della finanza pubblica, l’afflusso di risorse patrimoniali aggiuntive richieste per fronteggiare la competizione sul mercato ed il miglioramento qualitativo del servizi”.
ACEA NON SARA’ SVENDUTA - “Acea non sarà svenduta. La cessione sarà effettuata secondo tempi e modalità che assicurino corrispettivi congrui, tenuto conto delle valutazioni dell’advisor. In altri termini, non si procederà alla vendita finché il valore del titolo non risulterà congruo”, hanno spiegato Lamanda, Alemanno, Gramazio e Guidi aggiungendo che: “I soci privati, che alla data di avvio delle operazioni di cessione della partecipazione detengano quote di partecipazione superiori al 2% del capitale sociale di Acea S.p.A., non possono partecipare all’acquisto, totale o parziale, del pacchetto azionario dismesso, né direttamente né tramite società controllate e/o collegate ai sensi dell’ art 2359 del cc”.
Infine è stato garantito che le procedure di vendita saranno effettuate nel pieno rispetto della trasparenza e competitività. Inoltre l’operazione sarà vigilata da un Comitato di Garanzia.
I RISCHI CUI SI VA INCONTRO – “Senza la delibera Acea non si blocca solo il bilancio ma si aggrava anche la crisi dell’economia locale”, ha sottolineato Alemanno, spiegando che ad ogni modo non c’è il rischio che la giunta cada a causa dell’opposizione. “Noi – ha detto – abbiamo fatto in modo di rendere indipendenti le due delibere in questione cosicché l’eventuale vendita di Acea non sia vincolante per l’approvazione del bilancio. Così concepito però sarà un bilancio vuoto alla voce investimenti. Un bilancio che non serve a Roma. Ho fatto numerosi appelli all’opposizione e domani proporremo di accorpare tra loro gli emendamenti fotocopia. Spero che l’opposizione rinsavisca perché è inaccettabile che tenga in ostaggio la maggioranza. E’ una lesione della democrazia. Noi siamo disponibili ad un confronto ma non cederemo di un passo su queste delibere, non le possiamo rimangiare. Vorrei ancora una volta ricordare che la decisione di vendere il 21 per cento di Acea risponde ad indicazioni normative che traducono indirizzi di politica economica condivisa. Il mancato adempimento delle norme significherebbe per la società perdere nel periodo contrattuale residuo ricavi per oltre 750 milioni e la rescissione del contratto comporterebbe un indennizzo per la società di circa 50 milioni a scapito del bilancio di Roma capitale”.
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